Introduzione: il sogno affascina tutte le epoche
Il sogno ha sempre esercitato un fascino profondo sull’umanità. Fin dall’antichità, l’esperienza onirica è stata percepita come una porta privilegiata verso una verità nascosta, un linguaggio simbolico attraverso il quale l’essere umano entra in contatto con dimensioni invisibili della propria esistenza. In molte culture il sogno è stato interpretato come un messaggio degli dèi, come un presagio del futuro o come una manifestazione dell’anima. Con la nascita della psicoanalisi, il sogno assume una nuova centralità nello studio della psiche. Nel 1900 Sigmund Freud pubblica L’interpretazione dei sogni (Die Traumdeutung), opera destinata a rivoluzionare la comprensione del mondo onirico. Freud definisce il sogno come la “via regia” verso l’inconscio, sostenendo che esso rappresenti l’espressione simbolica di desideri rimossi e conflitti psichici profondi (Freud, 1900). Tuttavia, la riflessione sul significato dei sogni non nasce con la psicoanalisi. Molto prima della nascita della psicologia moderna, il mondo antico aveva già sviluppato pratiche e teorie sull’interpretazione dei sogni. Tra queste, una delle più importanti è rappresentata dall’opera di Artemidorus of Daldis, autore greco del II secolo d.C., noto per il trattato Oneirocritica (Ὀνειροκριτικά), uno dei più antichi e completi manuali di interpretazione dei sogni giunti fino a noi. Il dialogo ideale tra Artemidoro e Freud rivela una sorprendente continuità nella storia del pensiero: l’idea che il sogno non sia un semplice fenomeno casuale, ma un linguaggio simbolico che richiede interpretazione.
Artemidoro e la sistemazione dell’interpretazione dei sogni
Artemidoro di Daldi visse probabilmente nel II secolo d.C. e viaggiò a lungo nel mondo greco-romano raccogliendo testimonianze e racconti di sogni. La sua opera, l’Oneirocritica, rappresenta uno dei primi tentativi sistematici di classificare e interpretare il materiale onirico. Il metodo di Artemidoro è sorprendentemente empirico: egli raccoglie numerosi casi concreti e cerca di individuare delle corrispondenze simboliche tra immagini oniriche ed eventi della vita reale. In questo senso il suo lavoro può essere considerato una sorta di proto-scienza dell’interpretazione dei sogni (Price, 1990). Uno dei contributi più importanti di Artemidoro è la distinzione tra due categorie fondamentali di sogni:
Oneiroi: sogni veridici o premonitori, che contengono indicazioni su eventi futuri.
Enýpnia: sogni legati alle condizioni psicologiche o fisiche del sognatore, come preoccupazioni, paure o stati emotivi.
Questa distinzione introduce un principio metodologico essenziale: non tutti i sogni hanno lo stesso valore interpretativo. Alcuni riflettono semplicemente la vita quotidiana o lo stato emotivo della persona, mentre altri possiedono una dimensione simbolica più profonda. Artemidoro insiste inoltre su un punto fondamentale: il significato del sogno dipende sempre dalla vita concreta del sognatore. Professione, età, condizione sociale e abitudini personali influenzano in modo decisivo l’interpretazione. Questo principio anticipa sorprendentemente l’approccio che verrà sviluppato dalla psicoanalisi: il sogno non può essere interpretato in modo astratto, ma deve essere compreso alla luce della storia individuale della persona.
Il sogno nel mondo antico: rituali, incubazione e guarigione
Nel mondo antico il sogno non aveva soltanto una dimensione psicologica o simbolica, ma anche una profonda dimensione religiosa. In molte culture mediterranee il sogno veniva considerato un mezzo attraverso cui gli dèi potevano comunicare con gli esseri umani. Non a caso nell’antichità esistevano templi dedicati alla cura delle malattie attraverso il sogno, nei quali venivano praticati rituali terapeutici specifici. Tra queste pratiche la più importante era quella dell’incubazione onirica, diffusa soprattutto nei santuari consacrati al dio della medicina Asclepius. Questi santuari erano veri e propri centri di guarigione diffusi nel mondo greco. Il più celebre era il Santuario di Asclepio a Epidauro, meta di pellegrinaggi da tutto il Mediterraneo. I malati che si recavano in questi templi dovevano prepararsi attraverso una serie di rituali di purificazione del corpo e della mente. Prima di accedere al rituale del sogno sacro, i pellegrini compivano bagni rituali, digiuni e offerte votive alla divinità. Queste pratiche avevano lo scopo di predisporre il malato a uno stato di raccoglimento e di apertura simbolica verso l’esperienza onirica (Dodds, 1951; Edelstein & Edelstein, 1945). In alcuni casi le fonti raccontano rituali particolarmente suggestivi. Prima di entrare nella camera del sonno sacro, chiamata abaton, i sacerdoti potevano cospargere i malati con il sangue di animali sacrificati, spesso capre o galli, introducendoli simbolicamente nello spazio del sacro. Sul pavimento del tempio vivevano inoltre serpenti sacri, animali associati al dio Asclepio e simbolo di rigenerazione e guarigione (Kerényi, 1959). Attraverso questi riti di venerazione veniva evocata la presenza della divinità e il malato veniva progressivamente condotto in uno stato mentale di particolare recettività. Durante la notte, mentre dormiva nel santuario, egli sperava di ricevere un sogno inviato dal dio. Molte testimonianze raccontano che Asclepio apparisse direttamente nel sogno del paziente, indicando la cura da seguire o compiendo simbolicamente un atto di guarigione. Al mattino i sacerdoti ascoltavano il racconto del sogno e lo interpretavano, fornendo indicazioni terapeutiche basate sul messaggio ricevuto. Le guarigioni venivano spesso incise su stele votive e conservate nel santuario come prova dell’efficacia del rituale (Oberhelman, 1981). L’incubazione dei sogni rappresenta uno degli esempi più affascinanti di come, nel mondo antico, il sogno fosse considerato non soltanto un fenomeno psichico ma anche uno strumento di trasformazione e guarigione.
Le fonti di Freud per l’interpretazione dei sogni
Quando Freud pubblica l’interpretazione dei sogni, propone una teoria radicalmente nuova: il sogno non è un messaggio divino né una premonizione del futuro, ma un processo psichico attraverso cui l’inconscio si esprime simbolicamente. Freud distingue tra contenuto manifesto del sogno — cioè la narrazione che il sognatore ricorda — e contenuto latente, che rappresenta il significato inconscio nascosto dietro le immagini oniriche (Freud, 1900). Per sviluppare questa teoria Freud si basò su diverse fonti. La prima naturalmente è stato il testo di Artemidoro, ma a questo si aggiunsero molte altre influenze. Una delle più importanti fonti di dati per Freud fu l’analisi dei sogni dei suoi pazienti e dei suoi stessi sogni. Attraverso il metodo dell’associazione libera, egli mostrò come le immagini oniriche rimandassero a pensieri, ricordi e desideri inconsci. Freud fu inoltre influenzato dagli studi di psicologia e filosofia del suo tempo. Le ricerche di Theodor Lipps sull’associazione delle idee e gli studi di Wilhelm Wundt sulla psicologia sperimentale contribuirono a fornire un quadro teorico per la comprensione dei processi mentali. Anche la neurologia e la psichiatria dell’epoca ebbero un ruolo importante. Le ricerche di Jean-Martin Charcot e Hippolyte Bernheim sull’ipnosi e sull’isteria mostrarono come alcuni fenomeni psichici potessero manifestarsi al di fuori della coscienza. Freud conosceva inoltre bene la tradizione storica dell’interpretazione dei sogni e cita esplicitamente Artemidoro nella sua opera, riconoscendo l’importanza della riflessione antica sul simbolismo onirico.
Artemidoro e Freud: continuità e differenze
Il confronto tra Artemidoro e Freud mostra una sorprendente continuità nella storia dello studio dei sogni. Entrambi riconoscono che il sogno non deve essere interpretato letteralmente, ma come un linguaggio simbolico. Inoltre, sia Artemidoro sia Freud insistono sull’importanza della vita personale del sognatore per comprendere il significato delle immagini oniriche. La differenza principale riguarda la funzione del sogno. Per Artemidoro il sogno può avere anche una dimensione premonitrice e rivelare eventi futuri. Per Freud, invece, il sogno è soprattutto l’espressione di processi psichici inconsci, legati ai desideri e ai conflitti interiori della persona. Nonostante queste differenze, entrambe le prospettive testimoniano una verità fondamentale: il sogno rappresenta uno dei fenomeni più profondi e universali dell’esperienza umana. Attraverso il sogno l’essere umano entra in contatto con dimensioni della propria psiche che sfuggono alla coscienza quotidiana. In questo senso il sogno continua a essere, ancora oggi, uno dei territori più affascinanti della psicologia e della riflessione sull’animo umano.
Bibliografia
Dodds, E. R. (1951). The Greeks and the irrational. Berkeley: University of California Press.
Edelstein, E. J., & Edelstein, L. (1945). Asclepius: A collection and interpretation of the testimonies. Baltimore: Johns Hopkins University Press.
Freud, S. (1900). Die Traumdeutung. Leipzig & Vienna: Franz Deuticke.
Harris-McCoy, D. (2012). Artemidorus’ Oneirocritica: Text, translation and commentary. Oxford: Oxford University Press.
Kerényi, K. (1959). Asclepius: Archetypal image of the physician’s existence. New York: Pantheon Books.
Oberhelman, S. (1981). Dream incubation in antiquity. Journal of the History of Medicine and Allied Sciences, 36(2), 151–171.
Price, S. (1990). The interpretation of dreams in antiquity. London: Routledge.
Thonemann, P. (2020). An ancient dream manual: Artemidorus’ The interpretation of dreams. Oxford: Oxford University Press.
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Dott.ssa Giulia Iolanda De Carlo
Psicologa Psicoterapeuta Psicoanalitico
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