Jung e il SOGNO ricorrente della sua casa
Jung faceva un sogno ricorrente, ad un certo punto ci fu una svolta e qualcosa cambiò nella sua vita. Lo psicoanalista racconta un sogno nella sua autobiografia “Ricordi, Sogni, Riflessioni” che lo ha accompagnato per anni e che, a posteriori, si è rivelato profetico per la sua ricerca sulla psicologia e l’alchimia. Ma prima di raccontare il sogno sentiamo cosa pensa Jung circo questi fenomeni:
“Il sogno ricorrente è un fenomeno interessante. Ci sono casi di persone che hanno continuato ad avere lo stesso sogno dall’infanzia fino all’età adulta. Un sogno di questo tipo rappresenta di solito un tentativo di compensazione di qualche difetto particolare dell’atteggiamento dell’individuo nei riguardi della vita; oppure può avere avuto origine da qualche evento traumatizzante che ha lasciato dietro di sé un pregiudizio specifico. Esso può talvolta anticipare un importante evento del futuro.”
Nel caso di Jung, il suo sogno consisteva nella scoperta di una parte della sua casa di cui ignorava l’esistenza. Questa zona sconosciuta rappresentava una parte di se stesso che doveva ancora conoscere e che gli aprì nuove prospettive nella scoperta delle potenzialità nascoste della sua psiche:
“Io stesso ho sognato il medesimo motivo per molti anni di seguito: mi trovavo a «scoprire» una parte della mia casa di cui avevo sempre ignorato l’esistenza. Qualche volta si trattava delle stanze in cui avevano vissuto i miei genitori, morti da lungo tempo, e in cui mio padre, con mia grande sorpresa, teneva un laboratorio dove studiava l’anatomia comparata dei pesci e mia madre gestiva un albergo per ospiti dell’aldilà. Di solito quest’ala sconosciuta era un antico edificio storico, da gran tempo dimenticato eppure di mia proprietà ereditaria. Esso conteneva un interessante arredamento antico e verso la fine di questa serie di sogni scoprii una vecchia libreria contenente libri a me sconosciuti.”
Ad un certo punto ci fu un cambiamento in questo sogno e questo rappresentò una svolta:
“Finalmente, nell’ultimo sogno, aprii uno dei libri e vi trovai riprodotte una grande quantità di figurazioni simboliche che suscitarono la mia più profonda meraviglia. Quando mi svegliai, il cuore mi batteva per l’eccitazione.”
Poco dopo, quell’esperienza gli arrivò un antico testo di alchimia medievale da un libraio dell’antiquariato. Jung rimase sorpreso nel vedere nel testo delle illustrazioni con immagini simboliche simili a quelle che aveva sognato. In quegli anni Jung stava facendo degli studi sull’alchimia orientale e occidentale, in quanto in queste antiche pratiche intravedeva effetti simili a quelli da lui rilevati nella psicoterapia. A questo proposito scrive:
“Poiché la riscoperta dei principi dell’alchimia venne a costituire una parte importante del mio lavoro pionieristico nel campo della psicologia, il motivo del mio sogno ricorrente può essere facilmente compreso. Naturalmente la casa simboleggiava la mia personalità e l’area conscia dei suoi interessi; l’ala sconosciuta dell’edificio rappresentava l’anticipazione di un nuovo campo di interesse e di ricerca di cui la mia mente conscia era a quel tempo inconsapevole. Da quel momento in poi, cioè trent’anni fa, non ho più avuto quel sogno.”
Questa esperienza è un esempio straordinario di come i sogni ricorrenti possano rappresentare anticipazioni del futuro di temi importanti che aspettano di essere affrontati. Inoltre possono anche dare indicazioni e svolte cruciali nella nostra vita.
La vita onirica come processo: scopo e fine nella prospettiva di Marie-Louise von Franz
Tutta la VITA ONIRICA individuale “nella sua totalità” segue un suo FINE e un proprio SCOPO. Questa è la spiegazione della psicoanalista junghiana Marie Von Franz dopo aver analizzato per tanti anni i sogni di molti pazienti. Molti anni dopo le prime osservazioni di Carl Gustav Jung, la sua allieva e collaboratrice Marie-Louise von Franz sviluppò ulteriormente lo studio della vita onirica, giungendo a una conclusione fondamentale: i sogni non sono fenomeni isolati o casuali, ma fanno parte di un processo psichico coerente che si sviluppa nel tempo. Analizzando per anni i sogni dei pazienti e confrontandoli con la teoria junghiana dell’inconscio, la von Franz osservò che l’insieme dei sogni di una persona segue una sorta di filo conduttore interno. Anche quando appaiono molto diversi tra loro, essi sono spesso collegati da motivi simbolici ricorrenti che rivelano le dinamiche profonde della personalità. Secondo la studiosa, la vita onirica individuale, considerata nella sua totalità, possiede una direzione e uno scopo: attraverso i sogni l’inconscio cerca progressivamente di portare alla coscienza aspetti della psiche che richiedono attenzione ed elaborazione. In questa prospettiva anche i sogni ricorrenti assumono un significato particolare, perché indicano temi interiori che la psiche continua a riproporre finché non vengono compresi o integrati nella vita cosciente (von Franz, 1991). Per questo motivo, osservare i sogni nel loro sviluppo nel tempo può permettere di individuare una trama simbolica che accompagna il processo di trasformazione psicologica dell’individuo.
Conclusione: cosa ci insegnano davvero i sogni ricorrenti? Le tesi di C. G. Jung e Marie-Louise von Franz
Alla luce di queste riflessioni, il celebre sogno ricorrente raccontato da Jung può essere compreso non solo come un’esperienza personale significativa, ma anche come un esempio concreto del modo in cui l’inconscio orienta la crescita della psiche. Il simbolo della casa sconosciuta, che anticipava il futuro interesse di Jung per l’alchimia e per la dimensione simbolica della psicologia, mostra come il sogno possa rivelare territori interiori ancora inesplorati (Jung, 1961; Jung, 1964). Le successive ricerche di Marie-Louise von Franz hanno ampliato questa intuizione, dimostrando che la sequenza dei sogni di una persona costituisce spesso un percorso coerente che accompagna il processo di individuazione. In questo senso i sogni ricorrenti non rappresentano soltanto immagini notturne che si ripetono, ma possono essere considerati veri e propri messaggi dell’inconscio che invitano l’individuo a confrontarsi con aspetti importanti della propria vita interiore e con le trasformazioni necessarie alla sua evoluzione psicologica.
E tu? Qual è il tuo sogno ricorrente? Vuoi scoprire il suo significati nascosto?
Bibliografia
Jung, C. G. (1961). Memories, dreams, reflections. New York, NY: Vintage Books.
Jung, C. G. (1964). Man and his symbols. London: Aldus Books.
Von Franz, M. L. (1991). The interpretation of fairy tales. Boston, MA: Shambhala.
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